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3_Zenzero e coriandolo, ricette dal mondo

 

‘Democrazia significa saper accettare la diversità, accoglierla al proprio interno,

discuterne con l´altro, riconoscerlo.

In una democrazia tutti i valori sono ugualmente legittimi,

purché non ledano i diritti degli altri.´

M. Aime

 

L´immagine simbolica del pane come ‘motivo/motore´ di migrazione è, oggi più che mai, oggetto di attualità. Da sempre le grandi masse migratorie interne o esterne alle nazioni, e noi italiani siamo icona e emblema di tutto ciò, si sono mosse, principalmente, per cercare una risposta alla fame o per migliorare una prospettiva di vita alle future generazioni. Oggi viviamo un´epoca dalle straordinarie potenzialità tecnologiche dove, però, si va sempre più affievolendo l´aspetto umano e umanizzante dell´incontro con il ‘nuovo´ e il ‘diverso´. L´ospite, coperto dalla sacralità dell´accoglienza per secoli, diviene motivo di timori e paure: timori di perdere la propria identità e radice, paure di dover condividere i pochi privilegi acquisiti.

Così non è e non può essere. Scoprire è conoscere e conoscere è il primo strumento per superare le reciproche diffidenze e avversioni. Una cultura, una tradizione, un popolo o più semplicemente un nostro vicino si può conoscere attraverso varie vie e quella del gusto, del sapore e degli aromi è una delle più immediate e evocative. Il sapore del pane appena sfornato con la sua scia di profumo arcaico è immediato veicolo per il ricordo di tempi scanzonati e del dì di festa. Ecco il motivo di una cena, di un incontro dove a parlare, e a tessere i finissimi fili della relazione, non sarà principalmente la lingua parlata bensì la sollecitazione delle papille gustative e delle cellule olfattive. Un linguaggio ‘muto´ ma comprensibile a tutti gli idiomi del mondo.

 

Roberto Della Rovere, sindaco

 

 

La cucina, luogo d´identità e di scambio

 

La cucina possiede un suo linguaggio e i prodotti, gli ingredienti sono i suoi vocaboli mentre i tempi di cottura e la preparazione, ne sono la grammatica. Esattamente come il linguaggio, la cucina contiene ed esprime la cultura di un paese ed è depositaria delle tradizioni e delle identità di chi lo abita. La cultura culinaria diviene così uno strumento di narrazione straordinario, uno schizzo colorato per rappresentare, simbolicamente, la storia. Una lingua sconosciuta è un insieme di suoni evocativi, forse anche poetici e musicali ma intraducibile, l´esperienza olfattiva, invece, narra di altri soli e di paesi lontani ma un pomodoro o una melanzana sono prodotti della medesima terra e la possibilità di riconoscersi simili e curiosi l´uno dell´altro è un processo forse più diretto e più semplice.

Così, a Cesate, per immaginare un incontro di conoscenza e di scambio, gli operatori della biblioteca, con la vicinanza affettuosa di Dino e di Silvia, hanno incontrato Masood, Valentina e Pashko, Persi, Lina e Vasil, Mamoudu e tanti altri nuovi amici per organizzare una cena. Un sabato sera di settembre, insieme, in tanti, abbiamo degustato piatti dai sapori particolari e provenienti da più parti del mondo. Ospiti anche una settantina di giovani profughi provenienti dalla Libia. Sierra Leone, Niger, Mali, Sudan i loro paesi d´origine.

Le associazioni del territorio e, in particolare, Caritas, Acli, i gruppi di volontariato delle parrocchie cesatesi, ha reso possibile un incontro emozionante, denso di coraggioso desiderio di apertura e di accoglienza del mondo. A latere di questo entusiasmo è stato realizzato un ricettario, Zenzero e coriandolo, una raccolta di ricette per poter inseguire sapori diversi accorpandoli ai nostri profumi e alle nostre tradizioni. Hanno collaboratori con entusiasmo i ‘cuochi´ di diversi paesi, dall´Albania al Senegal, dal Perù al Marocco.

 

Invito Indovina chi viene a cena?

 

 Ricettario Zenzero e coriandolo